Pomperano - Poggio Filippo

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Pomperano

La nostra storia

Pomperano:
A metà del secolo XI il territorio di Avezzano era sicuramente inserito nella Diocesi dei Marsi, anche se continuavano ad esistere presenze benedettine nel suo interno, come si evince dalla bolla del Papa Stefano IX inviata nel 1057 al Vescovo dei Marsi Pandolfo della famiglia comitale dei Marsi, in cui si conferma al vescovo tutto il territorio marsicano dal Carseolano all'alta valle del Sangro, compreso Capistrello e a tutta la valle di Nerfa: " ... tam in Castro di Tupho, & Scalellis, quam [in Celle], & alto Sanctae Mariae, & Civitella, & Pomperano, usque ad Capistrellum, & in tota valle Nerfacenda." (Phoebonius 1668, II, Catalogus Mars. Episc., 7).In precedenza il Tagliacozzano e la Valle di Nerfa, erano entrate negli interessi del Conte dei Marsi Oderisio II che, a metà dell'XI secolo, creò una diocesi carseolana con a capo suo figlio Attone e cattedrale nella diruta civitas Carseolana con la chiesa di Sanctae Mariae in Carseolo. Quest'ultima diocesi, durata dal 1050 al 1056, comprendeva un territorio che andava da Pomperano (Poggio Filippo di Tagliacozzo): il castrum residenza dello stesso Oderisio II) ad Oricola, verso nord, e Valle di Nerfa e Capistrello, verso sud (Sennis 1994, 54). La manovra d'Oderisio II rientrava nel clima di conflittualità fra i figli di Berardo I per il controllo della Diocesi dei Marsi dopo la fine dei Vescovi dei Marsi, loro parenti, Alberico e del figlio Guinigio; stato di conflitto evidenziato quando anche la parte terminale della marsa Valle Roveto (la " Vallis Sorana ") incominciò ad entrare negli interessi della vicina diocesi sorana, nonostante la forte presenza benedettina, grazie alla politica del conte Baldovino " comes de Valle Sorana ".

 
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