La rivolta del !922 - Poggio Filippo

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La rivolta del !922

La nostra storia

29 settembre 1922
Testi a cura di Nino Motta

NEL 1922 LE FRAZIONI SI RIBELLARONO A TAGLIACOZZO, GLI ARRESTATI FURONO UNA SESSANTINA E TRA ESSI TRE DONNE. L'assalto al Municipio di Tagliacozzo del 29 settembre 1922 da parte degli abitanti di Poggiofilippo e San Donato, nel ricordo di chi vi ha partecipato. Giuseppe Pendenza aveva allora quindici anni.
 
" Ricordo come se fosse ieri - racconta - Tutto il paese quella mattina, verso le sette, si è mosso.
Davanti a tutti Maria Pendenza con la bandiera dei Combattenti, seguita da noi ragazzi. Dietro gli adulti. Al bivio per San Donato si sono uniti a noi gli abitanti di quella frazione, che, come Poggiofilippo, versava in uno stato di miserevole abbandono. Eravamo armati di accette, roncole, bastoni. La sede del Municipio era allora a San Francesco. Entrati, abbiamo fatto fuori porte, finestre, impianto elettrico, sedie, tavolini. Io ricordo di avere rotto con un colpo di bastone un'anfora piena di inchiostro, che, schizzando, ci imbrattò i vestiti: sembravamo Arlecchino. Abbiamo risparmiato solo il ritratto del re. Abbiamo tentato anche di dare fuoco ai registri delle tasse; ma, visto inutile il tentativo e temendo che arrivassero da un momento all'altro i gendarmi, ce li siamo incollati e ce la siamo dati a gambe. Giunti al bivio per San Domenico, abbiamo fatto un bel falò: non se n'e salvato uno ".
 
Quei registri erano il segno tangibile dei soprusi e delle angherie dei gentiluomini verso questa povera gente che, per ottenere la strada di collegamento con il capoluogo e la luce elettrica, ha dovuto far ricorso alla violenza. La mattina dopo - prosegue Giuseppe Pendenza, Poggiofilippo è stato circondato da trecento uomini tra soldati e carabinieri. Appena uno usciva di casa, veniva acciuffato. Nella rete era finito anche qualcuno che non aveva neppure preso parte all'assalto al Comune. Gli gela Foglia, Aurora Attili e l'assessore Antonio Pendenza, vengono portati via in catene. A San Donato la popolazione si para dinnanzi ai militi, nel tentativo di liberare i prigionieri. C'e una sparatoria. Vi sono sei feriti: uno morirà per non aver fatto ricorso alle cure dei sanitari. Gli arresti proseguiranno nelle mattine successive.
  
Mio padre, per la paura, la notte dormiva fuori. Degli arrestati, una quarantina verranno liberati dopo circa un mese, gli altri dopo settanta giorni. Al processo vengono tutti assolti ". L'assalto al Comune a qualcosa però è servito. Nel giro di un anno, infatti, San Donato e Poggiofilippo otterranno la strada, fino ad allora una semplice mulattiera, e l'illuminazione elettrica. II Comune da incarico per la costruzione dell'impianto alla Unione Esercizi Elettrici. Inoltre assume esso stesso l'incarico per la costruzione della strada di collegamento con le frazioni, revocandolo all'Istituto Nazionale dei Comuni, cui l'aveva affidato nel febbraio del '21. Al momento dell'assalto al Comune era Sindaco l'avv. Angelo Paoluzi. Assessori oltre ad Antonio Pendenza, erano Vincenza Laudazi, Gualtiero Bonatelli e Vincenzo Pietropaolo. Le elezioni per,il rinnovo del Consiglio Comunale si erano tenute il 5 marzo del '22, dopo che l'Amministrazione espressa dai Combattenti " di Vincenzo Ludavici, duramente attaccata dai fascisti, era stata costretta il 26 giugno del '21 a dimettersi. Da allora fino alle elezioni le sorti del Comune erano state rette dal Commissario straordinario regio Arturo Rosa.


 
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